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Rottura della grande tubatura in via Bobbio, Ferrante: «Colpa della vetustà delle condotte»

L’assessore ai Lavori pubblici annuncia l’esito del confronto con i tecnici di Ireti e richiama l’attenzione sulla necessità di una manutenzione ordinaria delle infrastrutture sotterranee

La rottura della condotta principale in via Bobbio non è stata un episodio casuale, ma l’ennesimo segnale della fragilità delle reti sotterranee genovesi. A confermarlo è l’assessore ai Lavori pubblici e alle Manutenzioni, Massimo Ferrante, che al termine di un confronto odierno con i tecnici di Ireti ha chiarito: «Le cause della rottura sono attribuibili alla vetustà della condotta, ancora in ghisa grigia».

Un problema strutturale, dunque, che si inserisce in un quadro più ampio. «Un mese fa – ricorda Ferrante – ho presentato in Consiglio comunale il nuovo geoportale sulle caditoie. Sono tutte localizzate e geolocalizzate: vengono pulite, fotografate, e si valuta se serva un intervento di manutenzione più o meno strutturale da parte di Aster. È un lavoro che avevo ereditato dal precedente ciclo amministrativo e che ho ripreso e ampliato, potenziando la struttura degli uffici che se ne occupano».

L’assessore sottolinea come questo sistema serva a garantire un’efficace raccolta delle acque piovane, ma ammette che il nodo principale resta quello della rete idrica e fognaria sotterranea. «Dobbiamo prendere atto che le condutture della nostra città sono in larga parte ancora vetuste. In alcuni casi sono state sostituite, ma in altri no: basti pensare agli episodi recenti di Staglieno e Oregina. Si tratta di una rete che risale all’epoca di Amga e che poi è stata ereditata da Iren, e purtroppo presenta criticità diffuse».

Ferrante non risparmia una riflessione politica più ampia: «Negli ultimi otto anni non si è lavorato molto sulla manutenzione e sulla gestione ordinaria della città, preferendo progetti faraonici legati al PNRR. Non che in precedenza si sia fatto di più, ma questo mandato deve contraddistinguersi anche per la cura quotidiana delle infrastrutture».

Il riferimento è alle tubazioni, ma anche ai ponti e agli impalcati cittadini, molti dei quali hanno ormai sessant’anni di età, come il Ponte Morandi prima del crollo del 2018. «Sono situazioni vetuste che hanno bisogno di manutenzione e gestione costante – insiste Ferrante –. Non dimentichiamo che la manutenzione delle reti è di competenza di Ireti, alla quale i cittadini pagano bollette salate che comprendono anche il riordino e l’ammodernamento delle infrastrutture».

Un monito, dunque, a non considerare la rottura di via Bobbio un episodio isolato, ma un campanello d’allarme per l’intero sistema sotterraneo della città.


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